Stampe ai Sali d'Argento in Serie Limitata
Volume I - 2023 / 2026
100 stampe ai sali d'argento
dal Monferrato al Monte Bianco
146 pagine in formato 24x28 cm
Stampa in duotono

Rispolverare
con l'immaginazione
"Gli scatti esplorano la campagna Monferrina con un occhio capace di cogliere il silenzio dei casali e la sospensione rarefatta generata dalla nebbia. In questo racconto per immagini, la nebbia svolge un ruolo compositivo e concettuale ben preciso. Sulla campagna essa agisce esattamente come la polvere che si deposita sugli oggetti chiusi in una soffitta: vela le superfici, smussa gli spigoli e opacizza i contorni del presente. Non si tratta di una scelta nostalgica o estetizzante, ma di un filtro funzionale alla memoria. Sottraendo nitidezza al paesaggio, la nebbia costringe l'osservatore ad arrestare la visione immediata e a compiere un lavoro di ricostruzione. Come accade per un ricordo impolverato dal tempo, l'immagine non viene consegnata definita, ma richiede di essere "spolverata" dall'immaginazione e dall'introspezione per far emergere ciò che giace al di sotto".
Manuela Accinio su Hestetica del 7 Settembre 2026



I sospiri
della terra
Così, tutto d’un tratto e senza il tempo necessario per potersene fare una ragione, svaniva il profumo del fieno, i balocchi indorati dal sole si trasformavano in fredde zolle ricoperte di brina, delle verdi chiome di filari rimanevano solo i vecchi tralci ritorti in attesa di potatura e i camiciotti a quadri dei contadini sul sagrato della chiesa si vestivano di austeri cappotti abbottonati fino alle gambe. Di quei fine settimana ho ancora vivido in mente il ricordo dell’umido profumo di mosto traboccante dalle bocche delle cantine a bordo strada, i lunghi silenzi sferzati dal vento all’interno dei quali la natura sembrava finalmente rimpossessarsi della propria intimità e, soprattutto, gli spettrali sospiri della terra che si esternavano puntuali in soffici nebbie dalle molteplici tonalità e intensità, intente a danzare sinuose tra i crinali.
Alla ricerca
di un confronto
Coltivando la passione per il paesaggio naturale, tra i grandi interpreti di questa declinazione fotografica, dai quali continuo a trarre ispirazione, in prima battuta mi vengono in mente il compianto Ansel Adams e Michael Kenna. Artisti, oltretutto, che nella loro attività artistica hanno portato avanti in prima persona l’intero processo fotografico: scatto, sviluppo del negativo e stampa finale in camera oscura. Vi sono però altri fotografi, in nessun modo legati alla paesaggistica, che hanno influenzato e continuano a influenzare il mio cammino; spesso e volentieri, infatti, quando mi accingo a fotografare un albero tra le nebbie del Monferrato o una vetta del Monte Bianco che spunta dalle nuvole, ripenso istintivamente ai ritratti di Richard Avedon e Irving Penn.
Essendomi cimentato nell’avventura di un volume fotografico che contempla anche Monte Bianco, però, ho sentito il bisogno di cercare un confronto con i fotografi che hanno interpretato questo celebre massiccio nel corso della storia. Il destino mi ha così riportato su quel belvedere affacciato sulla città della Mole che da giovane ho spesso frequentato durante le serate estive particolarmente calde in cerca di refrigerio.





