La magia delle stampe analogiche di grande formato
- 16 ott 2025
- Tempo di lettura: 1 min
Aggiornamento: 19 feb
Se le stampe nei formati dal 18x24 cm fino a 50x60 cm possono esprimere precisione e dettaglio, quelle più grandi, diciamo fino al formato 100x100 cm, d'impatto rimandano sensazioni di potenza e maestosità. Stampare in grande formato implica però procedure artigianali e attrezzature in parte differenti rispetto ai formati più piccoli.
Nel corso del 2025, ho avuto la fortuna d'incontrare lungo il mio percorso della fotografia analogica il celebre stampatore Toni Dambrosio ed entrare nella sua camera oscura è stato sia un privilegio che una grande fonte d'ispirazione.
Già solo vedere il proprio negativo proiettato su un muro, perché è in questo modo che s'impressiona la carta fotografica nel grande formato di stampa, è un qualcosa di sorprendente. Quindi, con la sola luce rossa, avviene il taglio e il posizionamento della carta fotografica tramite delle calamite che fanno presa sull rivestimento metallico ancorato al muro. La messa a fuoco, sempre sull'asse orizzontale, è effettuata a livello grossolano spostando in avanti o indietro il carrello dell'ingranditore e a livello più fino agendo sulla regolazione micrometrica. Seguono infine le eventuali operazioni di mascheratura e bruciatura, generalmente effettuate con le mani.
Cio che forse posiziona la stampa di grande formato su un livello decisamente differente rispetto ai formati più piccoli, vuoi per la dimensione degli strumenti utilizzati, sono le fasi di sviluppo, arresto, fissaggio, e lavaggio conclusivo della stampa. Per lo sviluppo, arresto e fissaggio, Toni Dambrosio utilizza delle apposite canaline di materiale plastico, lunghe circa 1,5 metri, dove il foglio di carta fotografica viene impregnato dal liquido chimico tramite movimenti di srotolamento e arrotolamento, rigorosamente compiuti a mano.




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